MAXXI

MAXXI

MAXXI HUB

Concorso Internazionale, 2022, Roma, Italy

MAXXI
MAXXI

HUB AND GREEN

Team:  AMAART architects S.r.l. PH.D. Arch. Alessia Maggio, Prof. Arch. Franco Zagari, Arch. Lorella Fulgenzi, Arch. Antoine Geiger, Arch. August Hijlkema, Arch. Carlo Morrone
MAXXI

Museo nazionale delle arti

Realizzazione di un edificio multifunzionale e di un sistema di verde e spazi pubblici nell’area del MA XXI Museo nazionale delle arti.

MAXXI

Credits

 

Location: Roma, Italy – Tipologia: Concorso Internazionale – Anno: 2022 – Cliente: MA XXI – Risultato: Progetto classificato – Team interdisciplinare:

  • Rappresentante raggruppamento: AMAART architects S.r.l. PH.D. Arch. Alessia Maggio
  • Progetto del paesaggio: Prof. Arch. Franco Zagari
  • Progettazione architettonica: PH.D. Arch. Alessia Maggio, Arch. Lorella Fulgenzi
  • Arch. Antoine Geiger, Arch. August Hijlkema, Arch. Carlo Morrone

 

Descrizione

 

Ci ha ispirato la relazione tra l’estasi messa in scena dalla scultura con i muri curvi di via del Quirinale articolati da Borromini e dallo stesso Bernini. I muri con la tensione del loro spessore, generata per forze contrastanti che avanzano e si ritirano, contribuiscono a custodire il segreto. Che si svela a mano a mano che facciamo esperienza dello spazio. Ed è proprio dalla volontà dell’accogliere e dell’espandersi che ha preso forma l’idea di un muro curvo di mattoni.

 

Linea rossa

 

Un nastro verticale rosso, radicato a terra che genera uno spazio pubblico all’aperto e, nello stesso tempo, invoglia ad entrare nel nuovo edificio, sospeso tra la logica del piano e del volume, che custodisce segreti, cioè i luoghi metabolici del suo funzionamento (archivi, laboratori, depositi, aule) e che vengono resi visibili e messi a disposizione dei suoi utenti.

Un intervento, insomma, che ha una propria caratterizzazione formale e proprio per questo non rinuncia ad affascinare proponendosi in modo diverso per forma e dinamismo, dall’intervento della Hadid.

 

Linea verde

 

Se l’obiettivo del progetto è generare continuità – abbiamo pensato – occorre poi che a ciò contribuisca un secondo drappo vegetale, una linea verde.

La linea verde si prolunga idealmente sino al tetto del nuovo edificio, dal quale si può osservare tutta l’area e godere della vista del museo della Hadid.

 

Linea d’acqua

 

A questa linea, dentro e fuori il nuovo edificio, se ne affianca una d’acqua. È il terzo drappo: la linea bianca, che pesca nel sottosuolo e si relazione con il nastro curvo rosso.
All’interno dell’edificio la linea bianca si illumina, grazie a un cannon lumiere, della luce del cielo.
“ Scendendo giù – dice Deleuze in un suo brano- per andar via, io resto. Semplicemente mi perdo e mi ritrovo”.

Concorso Museo Contemporaneo, AMAART